• 03 DIC 16
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    Di che va fiero Uggetti?

    Il video di Simone Uggetti, l’ex sindaco imputato per turbativa d’asta, con la sua consueta arroganza divulga un video dove illustra quelli che sarebbero stati i “successi” della sua amministrazione. Anziché recitare un opportuno mea culpa, Uggetti si vanta. Un mondo al contrario, in linea con il più classico pensiero dei membri sedicenti democratici del PD, democratici sino a quando non si va loro contro.

    Nel video sono tante le cose distorte, o non vere, di cui l’ex sindaco se ne appropria i meriti. Tra l’altro, utilizzando l’araldica comunale, come se fosse ancora sindaco in carica. Ed il permesso chi glie l’ha dato? Sarà la forza dell’abitudine di pensare alla cosa pubblica come cosa propria.

    Nel video s’incensa di interventi come il raddoppio del sottopasso di via Dall’Oro, opera ancora tutta sulla carta, costosissima e del quale non se ne spiega la necessità. Si poteva pensare ad una riqualificazione più modesta ed appropriata. Inoltre il Comune dovrà pagare alle Ferrovie, 150mila euro per il disagio causato durante i lavori, che potrebbero partire verso la fine del 2017, se tutto va come deve andare.

    La piazza dell’Albarola, altra “eccellenza”. In realtà, chi abita in zona lo sa bene, l’opera è stata raffazzonata in fretta e furia e completata (per così dire) quando oramai fu insostenibile procrastinare oltre. I lavori sono stati eseguiti male, ad ogni pioggia spunta un lago artificiale, i materiali sono visibilmente scarsi ed i giochi per bambini si dubita siano a norma.

    Asilo nodo all’ex Fanciullezza: altra opera arrivata con anni di ritardi, che ha visto pure un dipendente comunale arrestato per corruzione.

    Passiamo oltre: la Cattedrale Vegetale… servono commenti? Doveva essere pronta per Expo2015, invece non è ancora stata inaugurata. Uggetti rincara poi la dose: «…senza un euro a carico del Comune». Grossissima balla!

    “L’allestimento finale dell’opera – si legge in una recente nota stampa del Comune commissariato –  prevede l’installazione di un impianto di illuminazione artistica, di una rete di videosorveglianza, della e della segnaletica stradale per l’indicazione del sito sulle principali direttrici di ingresso alla città. Complessivamente, si tratta di ulteriori costi per un importo di circa 100.000 euro, che l’amministrazione è impegnata a finanziare (…)”.

    Si passa poi alla nuova piscina coperta Faustina. Per questa crediamo che i cittadini ne abbiano già sentite sin troppe, non basterebbe questa lettera. Un progetto faraonico e costosissimo, nonostante tutto l’ex sindaco ne va fiero.

    Teleriscaldamento e raccolta differenziata: per la prima i disagi legati alla viabilità sono stati sotto gli occhi di tutti per mesi e mesi, gli asfalti sono stati devastati e poi sistemati alla meglio. Tutto per un’opera poco sfruttata e che non porta vantaggi in bolletta. La seconda rappresenta un servizio carente e inadeguato.

    «Un grande investimento sulla cultura e sulla biblioteca»: sulla cultura non ce ne siamo accorti, sulla biblioteca certo, con tavolini e sedie di design dai costi esorbitanti (ad esempio, 588 euro per una. E di sedie ce ne sono 50).

    «Lavoriamo per cimiteri, decoro urbano, parcheggi». Ma per piacere, non fateci fare grasse risate.

    Area ex Sicc: alloggio per delinquenti e assassini, prima di farla demolire sono stati necessari diversi episodi di violenza e di aggressioni.

    «Completato il sistema di videosorveglianza»: un progetto che arriva da lontano, finanziato dal ministero ancora quando Maroni era ministro. Ad oggi pare che comunque alcune telecamere non siano funzionanti.

    «La trasformazione di Santa Chiara in Fondazione»: è servita per farla diventare un poltronificio della politica.

    In conclusione del video l’ex sindaco, ha pure il coraggio di ringraziare dicendo “perché passione, impegno e speranza non si fermano”. Davvero senza vergogna!

    Nessun cenno, invece, allo sperpero di denaro del costosissimo ed inutilizzato bar del Paesaggio, oramai da demolire.

    Alleanza Lodigiana 

     

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